Contesto di riferimento

Ostinarsi a fare ciò che è causa del proprio malessere è come ostinarsi a rinunciare a stare meglio.
Pierluigi Ciarapica

L'ambiente sociale in cui viviamo è preda di rapide e inarrestabili trasformazioni che comportano sfide nuove nella vita privata, nelle relazioni familiari e nel lavoro.
Un simile mutamento sembra cogliere impreparate molte persone, appartenenti a diverse generazioni, spingendole a pensare di non essere in grado di gestire il cambiamento in maniera efficace e di essere costrette ad arrendersi o a sentirsi in un perenne stato di inadeguatezza e inutilità.
In questo periodo di profondi e complessi cambiamenti, di fronte a domande riguardanti la capacità di relazionarsi con l'altro, i traguardi da raggiungere, la propria vitalità, la pace interiore e la consapevolezza di fare ciò che più conta e di farlo al meglio, i più rimangono sorpresi e disorientati.
Se però non si avverte l'esigenza di porsi queste domande o non se ne ha la capacità, come si può trovare un'adeguata risposta al proprio senso di smarrimento, di paura e di insicurezza?
Ma la cosa che lascia esterrefatti è costatare che la maggior parte della gente, diversa per età e genere, non abbia ancora raggiunto un livello soddisfacente di conoscenza di se stessa e, in particolare, delle proprie attitudini, dei propri talenti, delle proprie inclinazioni o addirittura della propria missione e, in definitiva, dei propri obiettivi. La conseguenza di ciò è che non si sente né appagata né stimolata, ma spesso bloccata e scoraggiata credendo di non poter cambiare molto la situazione che vive.
È proprio in questo stato di ristagno esistenziale che si rivela importante l'intervento di una figura professionale quale strumento efficace per mettere a frutto l'impegno necessario a conoscersi meglio e a raggiungere i propri obiettivi personali e professionali.

Pierluigi Ciarapica